Acque e cambiamenti climatici
Le variazioni e l'aumento delle temperature influenzano il ciclo idrologico, con significative modificazioni nell'umidità del suolo, nello scorrimento superficiale dell'acqua, nella portata dei fiumi e dei laghi. Questo espone gli ecosistemi e le comunità umane a sostanziali cambiamenti nella disponibilità di acqua e nella sua stessa qualità, e al rischio di alluvioni e siccità. Le precipitazioni, intese come precipitazioni totali annue, sono in aumento soprattutto nell'emisfero nord ed in particolare nelle regioni delle medie ed alte latitudini. Le ricerche (v. Terzo Rapporto IPCC, 2001) indicano che la scarsità delle risorse idriche potrà crescere in molti paesi tra i quali, il Nordafrica, Regione del Sahel (dove a partire dal 1970 si è sempre più aggravata), l'Africa meridionale, l'Asia Orientale, l'Australia. Aumento dei fenomeni siccitosi si sono avuti anche in aree limitrofe, quali la parte più estrema del sud Europa (Spagna, Italia meridionale, Grecia, Turchia) e la parte meridionale degli Stati Uniti, e ridursi in Asia e Africa Equatoriale. I modelli indicano per la maggior parte delle aree una tendenza all'aumento del rischio di alluvioni e periodi di siccità. Altro fenomeno che influisce sui flussi idrici, quindi sulla disponibilità di acqua per gli usi civili e industriali, per le produzioni idroelettriche e agricole, è la riduzione dell' estensione dei ghiacciai e dello spessore della copertura nevosa. Per i ghiacciai artici è stata notata in questi ultimi decenni una certa riduzione di dimensioni e di estensioni alle alte e medie latitudini. Questa tendenza è particolarmente evidente nei ghiacciai alpini e in quelli delle catene montuose delle medie e basse latitudini dell'emisfero.
Agglomerato
Nella normativa della tutela della qualità dell'aria, particolare tipo di zona identificata con la popolazione residente: aree urbane con più di 250.000 abitanti o, se la popolazione è pari inferiore a 250.000 abitanti, con una densità di popolazione per km2 tale da rendere necessaria la valutazione e la gestione della qualità dell'aria.
Agricoltura e cambiamenti climatici
I cambiamenti del clima potrebbero portare variazioni nelle rese agricole e nella produttività, modificando la produzione alimentare mondiale. Questa dovrebbe aumentare in alcune aree, alle alte latitudini con clima attualmente sfavorevole e diminuire alle basse latitudini della fascia tropicale e subtropicale.
L'anidride carbonica è il risultato della combustione di un composto organico in presenza di una quantità di ossigeno sufficiente a completarne l'ossidazione. In natura, viene anche prodotta da batteri durante il processo di fermentazione ed è il sottoprodotto della respirazione.
Le piante la utilizzano per la fotosintesi che, combinandola con l'acqua e per azione della luce solare e della clorofilla, la trasforma in glucosio liberando ossigeno.
È presente a basse concentrazioni (379 ppm nel 2004) nell'atmosfera della Terra, dove agisce come gas serra. La CO2 è un componente fondamentale dell'atmosfera terrestre perché - insieme al vapore acqueo ed al metano - intrappola la radiazione infrarossa della luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre (il cosiddetto effetto serra) impedendo alla Terra di raffreddarsi. La correlazione tra il rapido aumento della sua concentrazione nell'atmosfera nell'ultimo secolo - principalmente dovuto all'intenso uso di combustibili fossili. Sono stati i vulcani le prime fonti di anidride carbonica atmosferica della Terra neonata, grazie ad essa si è potuto instaurare un clima favorevole allo sviluppo della vita. Oggi i vulcani rilasciano in atmosfera circa 130 - 230 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, ma questa quantità rappresenta solo l'1% della quantità di anidride carbonica totale liberata in atmosfera dalle attività umane.
Antropogenico
Che deriva da attività umane.
Aria (livello di qualità)
Per livelli di qualità dell'aria, si intende la concentrazione di uno o più inquinanti rilevata nell'aria ambiente. Tali valori, confrontati con opportuni standard fissati dalla normativa, permettono di stabilire il grado di inquinamento atmosferico presente.
Aria ambiente
L'aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro.
Auto ecologiche (a metano)
I veicoli a metano sono adesso soluzione praticabile per ridurre l'impatto ambientale del traffico. Il metano ha il costo di un terzo rispetto alla benzina, ed inquina decisamente meno di benzina e gasolio. La rete di distribuzione, problema non irrilevante, è in forte espansione. Con il metano, distribuito attraverso la rete di metanodotti, si eviterebbe tutto il traffico pesante di rifornimento degli impianti di distribuzione dei carburanti tradizionali.
Automobile con apparato di trazione costituito da un sistema di accumulatori ricaricabili che alimentano un motore elettrico. Attualmente questa tecnologia presenta limiti notevoli in termini di autonomia, potenza, durata e costi; in compenso l'auto elettrica non dà luogo a emissioni di gas combusti su strada (le emissioni sono traslate agli impianti di produzione dell'energia elettrica) e risulta pertanto adatta all'impiego in ambienti urbani critici
si intende un aumento nel tempo della concentrazione di un prodotto chimico in un organismo biologico rispetto alla concentrazione del prodotto chimico nell'ambiente.
Biodiversità e cambiamenti climatici
Il riscaldamento del globo costituisce forse la più grave fra le minacce alla biodiversità del pianeta. Diversamente da altre minacce causate dallo sviluppo umano, essa possiede il potenziale per influenzare tutti gli ecosistemi, inclusi quelli ancora lontani dalla popolazione umana e classificati come aree di natura incontaminata.. Le correlazioni fra riscaldamento del globo e biodiversità mondiale rimangono ancora largamente ignorate. Secondo il Rapporto “Global Warming and terrestrial Biodiversity Decline: A. Modelling Approach” dell'Università di Toronto (luglio 2000) sono tre i meccanismi attraverso i quali i cambiamenti climatici minacciano la biodiversità:
-
la rapidità del riscaldamento supera la capacità migratorie delle specie (alto tasso di migrazione coatta delle specie )
-
invasione di nuove tipologie di habitat (e corrispondente perdita degli habitat originali dovute allo scorrimento delle fasce climatiche)
-
l' aumento della frammentazione degli habitat
Biomasse
Termine generico che indica tutta la materia organica sia di natura vegetale che animale, presente ad esempio in un ecosistema. E' indice della capacità produttiva di un particolare ambiente biologico. Normalmente viene espressa in peso (secco) per unità di superficie o in unità di energia (J/m). In campo energetico la biomassa indica la quantità di materiale organico che può essere utilizzata per produrre energia per combustione o tramite fermentazione. Le biomasse utili ai fini della produzione di energia includono il legno, liquami e feci animali, residui agricoli, forestali e della carta. Il concetto di biomassa è strettamente collegato a quello di "produttività" che indica la produzione di biomassa per unità di tempo ed è un parametro funzionale utile allo studio della qualità ambientale e all'evoluzione dello stato di un ecosistema.
Deriva, per lo più, dall'ossidazione in atmosfera del monossido di azoto.
Svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog fotochimico in quanto costituisce l'intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari molto pericolosi come l'ozono troposferico, l'acido nitrico, l'acido nitroso ecc.
Si stima che in Italia vengano emesse in atmosfera circa 2 milioni di tonnellate all'anno di ossidi di azoto, di cui circa la metà è dovuta al traffico degli autoveicoli.
Altre importanti fonti di ossidi di azoto sono gli impianti termici e le centrali termoelettriche; le quantità emesse sono comunque relativamente minori dato che nel corso della combustione vengono raggiunte temperature di fiamma più basse. Sorgenti antropogeniche di ossidi di azoto sono inoltre la produzione dei fertilizzanti azotati, la produzione di acido nitrico per ossidazione dell'ammoniaca e la fabbricazione degli esplosivi, tutti i processi chimici che impiegano acido nitrico (come ad esempio la dissoluzione di metalli).
E' un gas incolore, irritante, non infiammabile, molto solubile in acqua e dall'odore pungente. Dato che è più pesante dell'aria tende a stratificarsi nelle zone più basse. Rappresenta uno dei più aggressivi e pericolosi inquinanti ed è emesso in maggior quantità dalle sorgenti antropogeniche. Deriva da processi di ossidazione nelle combustioni di sostanze che contengono zolfo sia come impurezza (come i combustibili fossili) che come costituente fondamentale, è responsabile in gran parte del fenomeno delle piogge acide.
Comportamenti rispettosi dell'ambiente e dell'uomo, che non consumano inutilmente risorse naturali e sono efficienti dal punto di vista energetico.
Carbonio organico volatile (COV)
I COV composti organici volatili più conosciuti sono: gli idrocarburi utilizzati come carburanti, gli idrocarburi clorinati (cloroformio, diclorometano, clorobenzeni), gli alcoli (etanolo, propanolo, butanolo, e derivati), gli esteri e i chetoni, e le aldeidi (formaldeide), ecc.
I composti organici volatili COV sono emessi in atmosfera a partire dai processi in cui vengono usati o prodotti: nel settore dei trasporti le emissioni provengono dall'evaporazione dei combustibili a base di idrocarburi e dai gas di scarico degli autoveicoli, altre emissioni derivano dall'uso di prodotti contenenti solventi, da processi industriali, da riscaldamento domestico e industriale. Anche la cottura degli alimenti produce COV. La loro concentrazione è inoltre incrementata dal fumo di tabacco nell'ambiente.
In atmosfera queste emissioni subiscono un sistema di complesse reazioni chimiche, che provocano alcuni effetti indiretti, e in particolare la formazione di ossidanti fotochimici come l'ozono troposferico.
Ovvero auto in condivisione che permette di utilizzare la stessa auto a più persone in momenti diversi della giornata. è uno degli strumenti della mobilità sostenibile, perché contribuisce in modo significativo alla diminuzione delle auto in circolazione ed in sosta.
Il Car Sharing è un sistema di autonoleggio self service, per cui si compra l'uso effettivo del mezzo anziché il mezzo stesso.
E' un sistema di trasporto effettuato con mezzo privato ed organizzato dai lavoratori di aziende (anche pubbliche, come ad esempio Università) situate nella medesima zona. Consiste nell'utilizzare una sola autovettura, con più persone a bordo, per compiere un medesimo tragitto. Ha l'obiettivo di diminuire il numero delle vetture circolanti, di ottenere vantaggi ambientali notevoli,di risparmiare dividendo le spese. Questa forma di trasporto è particolarmente adatta agli spostamenti casa-lavoro, non soggetti a cambiamenti rilevanti, ma in Italia non ha avuto una diffusione rilevante.
Centrale eolica
Le centrali eoliche sfruttano la velocità del vento per la produzione di energia elettrica. Il principio di funzionamento è abbastanza semplice, il modulo base di una centrale eolica è il
generatore eolico. Sono costituite essenzialmente da
turbine rotanti, dette aeromotori eolici o aerogeneratori, che con il loro movimento inducono un
campo elettromagnetico producendo energia elettrica. Nell'incontro con le pale della
turbina, il vento perde circa il 40% della propria energia cinetica, che viene utilizzata per azionare la turbina; l'energia meccanica prodotta viene poi trasformata in energia elettrica dal
generatore. Come per le centrali solari, anche quelle eoliche non hanno residui, scorie o altri sottoprodotti, non emettono gas-serra ed hanno un costo abbastanza contenuto (installazione e manutenzione) 500.000 euro per un aerogeneratore da 1 MW. A terra occupa meno di 100 metri quadri, quindi non toglie la possibilità di continuare le precedenti attività su quel terreno (es. pastorizia). Si possono installare solo dove c'è abbastanza vento, che deve essere regolare come direzione ed intensità e non deve superare 12 Km/h. Sono impianti moderatamente rumorosi.
Certificazione energetica (degli edifici)
La certificazione energetica degli edifici, che consiste nella descrizione dei loro paramenti energetici e deve permettere l'informazione dei potenziali utenti di un edificio circa la sua efficienza energetica. La procedura di certificazione può anche comprendere opzioni per migliorare i parametri energetici. Tale strumento dovrebbe essere utilizzato per ogni edificio, tuttavia la sensibilità dell'utente privato, nella media non è molto alta rispetto alle problematiche energetiche ed ambientali.
Il controllo della qualità energetica di un edificio, trova il suo riconoscimento ufficiale, a livello europeo, nella direttiva CEE n. 93/76.
Il benzene, costituito da 6 atomi di carbonio e 6 atomi di idrogeno (C6H6), è il composto base della classe degli idrocarburi aromatici. Il benzene a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore che evapora all'aria molto velocemente, è altamente infiammabile, ma la sua pericolosità è dovuta principalmente al fatto che è un cancerogeno riconosciuto per l'uomo.
Esposizioni a lungo termine e a concentrazioni relativamente basse possono colpire il midollo osseo e la produzione del sangue, quelle a breve termine e ad alti livelli possono provocare sonnolenza, giramenti, perdita di coscienza e morte.
Il benzene presente nell'ambiente deriva sia da processi naturali, sia da attività umane.
Le fonti naturali forniscono un contributo esiguo rispetto a quelle antropogeniche e sono dovute essenzialmente alle emissioni vulcaniche ed agli incendi boschivi. Gran parte delle emissioni di benzene è da addebitare al traffico, alle industrie, al fumo. Per quanto riguarda l'inquinamento da benzene dovuto al traffico, circa il 95% dell'inquinante deriva dai gas di scarico degli automezzi a benzina, mentre il restante 5% deriva dalle emissioni dovute all'evaporazione del benzene presente nel serbatoio e nel carburatore durante le soste. Anche i vapori liberati dai prodotti che contengono benzene, come colle, vernici, cere per mobili e detergenti, possono a loro volta essere fonte di esposizione.
Clima
Complesso delle condizioni meteorologiche di una regione nel corso delle stagioni. Il il_protocollo_di_Kyoto dipende dalla latitudine, dall'altitudine, dalla posizione rispetto ai continenti e alle aree oceaniche.
Compost (concime o ammendante)
Termine di derivazione anglosassone, che significa concime o ammendante organico. Il compost è ottenuto mediante un trattamento biologico (compostaggio) della frazione organica dei rifiuti urbani, dalla componente organica di rifiuti solidi urbani, da materiali organici naturali fermentescibili o da loro miscele con fanghi derivanti da processi di depurazione delle acque di scarico di insediamenti civili (Fanghi di depurazione acque). Il compost deve avere caratteristiche agronomiche e valori-limite di accettabilità per alcuni inquinanti, conformi a quanto stabilito dalla vigente normativa.
Processo attraverso il quale la frazione organica dei rifiuti (scarti di cucina, scarti dell'attività di giardinaggio, scarti alimentari, alcuni tipi di fanghi, ecc.), raccolta in modo differenziato, può essere trasformata in fertilizzante organico successivamente utilizzabile nelle normali pratiche agricole.
Compostaggio (impianto di)
Sono compresi in questa categoria gli impianti che trattano i RSU (rifiuti solidi urbani) indifferenziati mediante tecnologie di sola selezione meccanica, con separazione della frazione umida e produzione di composti. Si tratta di impianti che vengono realizzati per valorizzare la frazione umida (putrescibile) per produrre compost da riutilizzare in agricoltura. In linea indicativa un impianto di compostaggio è costituito da tre fasi di lavorazione principali: pretrattamento meccanico, necessario alla selezione dei RSU; omogeneizzazione e riduzione di dimensioni della parte organica;fermentazione propriamente detta.
Crediti di emissione (Emission trading o diritti di emissione)
Il Protocollo di Kyoto stabilisce che è possibile, nell'esecuzione dei propri obblighi, trasferire i propri diritti di emissione o acquistare i diritti di emissione di un altro Paese. In altre parole, se un Paese riesce a ridurre le proprie emissioni più della quota assegnata può vendere la rimanente parte delle sue emissioni consentite ad un altro Paese che non sia in grado, o potrebbe non essere in grado, di raggiungere l' obiettivo che gli spetta. Viceversa un Paese che spenda di più per ridurre una quota delle proprie emissioni che non ad acquistare la stessa quota da un altro paese disposto a trasferirla, può acquistare tale diritto supplementare.
Rapida distruzione delle foreste in molte zone del mondo, soprattutto ai Tropici, in particolare nella foresta Amazzonica, e nell'Africa equatoriale, al fine di utilizzare i terreni per colture, pascolo, per scopi commerciali o per ricavarne legname da costruzione o legna da ardere; ne consegue l'impoverimento delle risorse naturali capaci di abbassare il tasso di anidride carbonica nell'aria. Il disboscamento è fattore che causa aumenti di CO2 nell'atmosfera, e quindi influenza fenomeni come l'
effetto serra ed il
riscaldamento globale. La combustione, spesso dolosa, delle foreste pluviali, produce infatti più anidride carbonica di quanta esse ne assorbano. La progressiva scomparsa di foreste e boschi (disboscamento viene eseguito con il metodo del "taglia e brucia") aumenta il ritmo di erosione del suolo, e le specie animali che esse ospitavano rischiano l'estinzione. Le foreste preservano nel suolo una enorme quantità di carbonio, stimabile intorno ai 500 miliardi di tonnellate, e sono fondamentali per risanare l'aria dall'
anidride carbonica e da altri
agenti inquinanti. Questa immensa quantità di carbonio supera l'intera massa dei carburanti bruciati in tutto il mondo negli ultimi cento anni.I
boschi e le
foreste sono inoltre importanti
ecosistemi con una elevata
biodiversità in cui vivono numerosissime specie viventi.
Efficienza energetica
Con il termine efficienza energetica si rappresentano tutte quelle azioni di programmazione, pianificazione, progettazione e realizzazione che consentono di raggiungere l'obiettivo del risparmio di energia.
Misure di efficienza energetica sono progettate per ridurre la quantità di combustibile consumata, sia attraverso un maggiore isolamento, sia attraverso meno sprechi, o attraverso efficienze di tipo meccanico, senza perdere né il valore del prodotto né quello del processo. Migliorare il rendimento energetico è uno dei mezzi per ridurre le emissioni di gas serra, senza aumentare i costi di produzione. Risparmiare energia, quindi, per ridurre i fattori di pressione sull'ambiente e per ragioni propriamente economiche.
Rilascio di una sostanza solida, liquida o gassosa in atmosfera, proveniente da un impianto o da qualsiasi altra fonte che può produrre direttamente o indirettamente un inquinamento atmosferico (cfr. DPR 203/1988),un impatto sull'ambiente. Viene misurata nel punto di introduzione.
Le varie combinazioni dei fattori climatici determinano i diversi tipi di clima riscontrabili sulla terra. Molte classificazioni sono fondate sui valori di alcuni elementi meteorologici, tra cui in particolare la temperatura e le precipitazioni, esaminati in relazione alla flora. Vengono così individuate diverse zone climatiche distribuite sul globo per fasce di latitudine; nel loro ambito, si distinguono, inoltre, un insieme di regioni climatiche che, all'interno delle suddette zone, circoscrivono aree più ristrette, delimitate in base a caratteristiche climatiche locali.
Possono essere:
-
energetiche, intese sia come combustione di combustibili fossili nella produzione ed utilizzazione dell'energia (impianti energetici, industria, trasporti, ecc.), sia come emissioni non controllate di fonti energetiche di origine fossile (carbone, metano, petrolio e suoi derivati, ecc.).
-
dei processi industriali, intesi come quelli dell' industria chimica, dell'industria metallurgica, nella produzione di prodotti minerali, di idrocarburi alogenati, esafluoruro di zolfo, nella produzione ed uso di solventi, ecc.;
-
agricole, che derivano dalla zootecnia e fermentazione enterica, dall'uso dei terreni agricoli, dalla coltivazione di riso, dalla combustione di residui agricoli, ecc.;
-
dei rifiuti, intesi come discariche sul territorio, gestione di rifiuti liquidi, impianti di trattamento ed incenerimento, ecc.
Forcing del clima
E' un meccanismo che altera l'equilibrio energetico globale della Terra, (il bilancio energetico è in equilibrio quando il calore emesso dal nostro pianeta è pari all'energia che ci arriva dal sole). Può trattarsi di un processo naturale, come per esempio le fluttuazioni dell'orbita terrestre, oppure artificiale, come l'emissione dei gas responsabili dell'effetto serra. Oggi i forcing del clima provocati dall'uomo predominano su quelli di origine naturale. L'impatto climatico più cospicuo è dovuto al biossido di carbonio, ma sommando tutti gli altri inquinanti atmosferici si ottiene un effetto equivalente.
Gas “serra”
I sei “gas-serra”, emissioni antropogeniche di gas capaci di alterare l'effetto serra naturale del nostro pianeta, sono:
-
l'anidride carbonica (CO2), prodotta dall'impiego dei combustibili fossili in tutte le attività energetiche e industriali, oltre che nei trasporti;
-
il metano (CH4), emesso da mangrovie e paludi, è prodotto dalla degradazione di materiale organico, dalla combustione di biomasse, dall'agricoltura e dalla zootecnica, ed infine dalle discariche.
-
il protossido di azoto (N2O), prodotto nel settore agricolo (fertilizzanti) e nelle industrie chimiche;
-
gli idrofluorocarburi (HFC);
-
i perfluorocarburi (PFC);
-
l'esafluoruro di zolfo (SF6), tutti e tre impiegati nelle industrie chimiche e manifatturiere.
Il prodotto composto di materiali di qualsiasi natura adibito a contenere e a proteggere determinate merci dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, (Decreto Legislativo 22/97) (COMIECO).
Impatto ambientale
Sta ad indicare i potenziali effetti negativi ma anche positivi, reversibili o ireversibili, che un'opera pubblica o privata può determinare sull'ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi. In altre parole, l'impatto ambientale è una variazione della qualità e/o della disponibilità di una risorsa ambientale (ad es.acqua, aria, ecc.) causata da un intervento umano legato ad attività di produzione o di consumo.
E' la superficie di territorio necessaria a sostenere una data economia e mantenere il suo standard di vita e di consumi. La sua valutazione permette di stimare il consumo di risorse e la necessità di assimilazione di rifiuti da parte di una determinata popolazione umana o di una certa economia e di esprimerle in termini di superficie di territorio produttivo corrispondente.
Inquinamento atmosferico
Ogni modificazione dell'aria atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire pericolo per la salute umana o per la qualità dell'ambiente, oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi del'ambiente. (ex D.Lgs. 152/06, art.268)
Qualsiasi sostanza immessa direttamente o indirettamente dall'uomo nell'aria ambiente che può avere effetti nocivi sulla salute umana o sull'ambiente nel suo complesso.
IPA - idrocarburi policiclici aromatici
Il termine IPA è l'acronimo di Idrocarburi Policiclici Aromatici, una classe numerosa di composti organici.Gli IPA costituiti da tre a cinque anelli possono essere presenti in atmosfera sia come gas che come particolato, mentre quelli caratterizzati da cinque o più anelli tendono a presentarsi per lo più in forma solida. Nella forma più pura gli IPA si presentano solidi e trasparenti, oppure bianchi o di un colore che va dal giallo chiaro al verde pallido.
Si formano nel corso delle combustioni incomplete di prodotti organici come il carbone, il petrolio, il gas o i rifiuti; molti vengono utilizzati per condurre delle ricerche e alcuni vengono sintetizzati artificialmente; in alcuni casi si impiegano nella produzione di coloranti, plastiche, pesticidi e medicinali.
Le sorgenti inquinanti naturali possono essere particolarmente importanti: vengono rilasciati nell'aria nel corso delle eruzioni vulcaniche e a causa degli incendi boschivi, in piccola parte vengono prodotti da alcune specie di batteri e funghi. Sorgenti molto significative sono anche le attività umane. In linea indicativa si può affermare che tanto più è il fumo prodotto nella combustione, tanti più IPA vengono liberati nell'aria. Le emissioni dovute al traffico stradale sono una componente dominante nella emissione di IPA nelle aree urbane. Anche i fumi rilasciati dall'asfalto delle strade ne presentano delle quantità notevoli, come pure i vapori liberati dal catrame. Il fumo di tabacco rappresenta una sorgente particolarmente importante per quanto riguarda l'inquinamento indoor, allo stesso modo lo è il riscaldamento domestico che prevede l'utilizzo di legna o carbone e la cottura dei cibi.
Inventario (delle emissioni)
Per inventario delle emissioni si intende una serie organizzata di dati,realizzata secondo procedure e metodologie verificabili e aggiornabili, relativi alle quantità di inquinanti introdotti nell'atmosfera da sorgenti naturali e/o da attività antropiche. La maggior parte delle attività umane e i processi naturali producono emissioni di inquinanti in atmosfera. Per individuare le fonti di inquinamento (per quantità e tipologia) e la loro localizzazione questo contesto, vengono raccolti informazioni e dati tecnologici, economici, territoriali.
Le quantità di inquinanti emesse dalle diverse sorgenti della zona in esame si possono ottenere:
• tramite misure dirette, campionarie o continue;
• tramite stima.
IPCC
Organo intergovernativo sui cambiamenti il_protocollo_di_Kyototici. Il ruolo di IPCC, su mandato delle Nazioni Unite attraverso le agenzie: WMO (World Meteorological Organization) ed UNEP (United Nations Environmental Program), è quello di fare il punto sulla situazione delle conoscenze scientifiche, tecniche e socioeconomiche che sono fondamentali per capire il il_protocollo_di_Kyoto ed i cambiamenti il_protocollo_di_Kyototici indotti dalle attività umane. Nasce nel 1998, annovera migliaia di scienziati di tutto il mondo. L'IPCC studia le azioni da intraprendere per arrestare il cambiamento (mitigation) o per contenere i danni (adaptation). Non conduce ricerche in proprio, ma ha ruolo di consulenza scientifica avvalendosi della letteratura scientifica disponibile.
Libri verdi e Libri bianchi dell'Unione Europea
I Libri verdi sono documenti di riflessione su un tema politico specifico pubblicati dalla Commissione. Sono prima di tutto documenti destinati a tutti coloro - sia organismi che privati - che partecipano al processo di consultazione e di dibattito. In alcuni casi, rappresentano il primo passo degli sviluppi legislativi successivi. Le consultazioni sono raccolte sul sito La vostra voce in Europa (link).
I Libri bianchi sono documenti che contengono proposte di azione comunitaria in un settore specifico. Talvolta fanno seguito a un libro verde pubblicato per promuovere una consultazione a livello europeo. Mentre i libri verdi espongono una gamma di idee ai fini di un dibattito pubblico, i libri bianchi contengono una raccolta ufficiale di proposte in settori politici specifici e costituiscono lo strumento per la loro realizzazione.
Metalli pesanti (arsenico, cadmio, piombo, cromo, nichel, rame, selenio, zinco)
Il termine metallo pesante si riferisce a tutti gli elementi chimici metallici che hanno una densità relativamente alta e sono tossici in basse concentrazioni.
I metalli pesanti sono lo zinco (Zn), il cadmio (Cd), l'arsenico (As), il cromo (Cr), il rame (Cu) ed il piombo (Pb). Non possono essere degradati o distrutti, in piccola misura entrano nel nostro corpo con il cibo e l' acqua che ingeriamo e con l'aria che respiriamo.
Come elementi in tracce, alcuni metalli pesanti (per esempio rame, selenio, zinco) sono essenziali per mantenere il metabolismo del corpo umano; tuttavia, a concentrazioni più alte possono portare ad avvelenamento.
I metalli pesanti sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi nell'organismo, senza venire espulsi.
Micro clima
E' il clima locale, quasi uniforme, di uno specifico sito o di un habitat, comparato con ilclima dell'intera area di cui è parte. Il microclima ha una importanza applicativa per lo studio e la soluzione di problemi quali la formazione delle nebbie, la diffusione degli inquinamenti atmosferici, lo sviluppo delle colture,l'insediamento dei complessi industriali e dei centri urbani. Il termine microclima viene usato talvolta con altri significati: si intende così per microclima il clima di una zona geografica, ristretta e ben delimitata (fondovalle, lago, territorio urbano) o di un ambiente ancora più ristretto, per esempio un tratto di spiaggia, una piazza, l'interno di una stanza e altro. Microclima viene definito anche il clima corrispondente allo strato d'aria un cui sviluppa una determinata associazione vegetale.
Mitigazione
Azione intesa ad impedire, evitare o minimizzare gli effetti negativi (reali o potenziali) di una determinata politica, piano, programma o progetto. Può provocare l'abbandono o la modifica di una proposta, la scelta di una differente localizzazione, uno spostamento di obiettivo (invece di realizzare nuovi sviluppi, migliorare le prestazioni delle strutture esistenti), ecc.
Mobility Manager
Figura professionale promossa dal Ministero dell'Ambiente ed introdotta da un decreto, secondo cui aziende ed Enti pubblici con più di 300 dipendenti per unità locale, ed imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale che favorisca soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale, quali car pooling, car sharing, trasporto pubblico a chiamata, navette, ecc. ottimizzando gli spostamenti sistematici dei dipendenti.
Gli obiettivi da perseguire riguardano pertanto, la generale riduzione del traffico veicolare privato e delle sue nocive conseguenze quali, consumo energetico, inquinamento atmosferico ed acustico, riduzione di emissioni di gas serra e di incidenti stradali, dando la priorità a strategie volte ad assicurare la mobilità delle persone e il trasporto delle merci in modo efficiente.
Modelli (qualità aria)
I modelli simulano la dispersione e la trasformazione delle sostanze inquinanti nell'atmosfera, forniscono la stima delle concentrazioni e la distribuzione spaziale sul territorio di sostanze inquinanti con un impiego di risorse limitate. I modelli permettono, inoltre, di formulare previsioni e scenari di evoluzione degli effetti di strategie di intervento sulle sorgenti di emissione nell'ambito della pianificazione di risanamento e tutela. Per la valutazione della qualità dell'aria la modellizzazione, può integrare o in alcuni casi, sostituire le misurazioni.
Modelli statistici (qualità aria)
Sono modelli utilizzati in fase di descrizione e gestione dei dati misurati dalle reti di monitoraggio della qualità dell'aria, si basano sulle serie storiche di dati misurati. Lo studio statistico dei dati permette di verificare relazioni tra grandezze relative sia agli inquinanti che alla meteorologia, risultando quindi di grande aiuto nell'interpretazione dei fenomeni che governano la diffusione degli inquinanti e nell'analisi dei dati stessi.
Controllo svolto attraverso la rilevazione e misurazione nel tempo di determinati parametri bio-fisici che caratterizzano l'ambiente. Combinazione di osservazione e misurazione delle prestazioni di un piano, programma o misura, e della conformità delle medesime con la politica e la legislazione in campo ambientale rispetto ad una serie di indicatori, criteri ed obiettivi programmatici predeterminati.
NH3 - ammoniaca
L'ammoniaca è un gas di odore intenso, fortemente irritante, privo di colore che presenta una grandissima solubilità in acqua.
In commercio l'ammoniaca si trova liquefatta in bombole di acciaio (circa 10 atm) o in soluzione acquosa (circa 35 % in peso). Nel passaggio dalla fase liquida a quella gassosa assorbe una grande quantità di calore dall'ambiente (circa 327 calorie) e per questa ragione trova largo impiego nella industria della refrigerazione. L'ammoniaca viene inoltre usata per: produrre fertilizzanti, acido nitrico (per la fabbricazione di esplosivi quali TNT, nitroglicerina e nitrato di ammonio). Si usa anche nella produzione di composti chimici, plastiche, ecc.
Se si trova in forti concentrazioni provoca gravi danni alla vegetazione, acidificazione ed eccessiva concimazione del suolo, con conseguenze negative sugli ecosistemi.
Ossido di azoto (NO)
E' un gas incolore, insapore ed inodore. E' prodotto soprattutto nel corso dei processi di combustione ad alta temperatura. Viene poi ossidato in atmosfera dall'ossigeno e dall'ozono producendo biossido di azoto (che costituisce meno del 5% degli NOx totali). La tossicità del monossido di azoto è limitata, ma il biossido che si forma in atmosfera dalla sua ossidazione può irritare le vie respiratorie.
Ossido di carbonio (CO), o
monossido di carbonio
E' un gas incolore, inodore, infiammabile e molto tossico. Si forma durante le combustioni delle sostanze organiche, quando sono incomplete per difetto di aria (cioè per mancanza di ossigeno).
E' molto pericoloso per l'uomo, dato che si fissa nel sangue e impedisce la respirazione.
Le principali emissioni naturali sono dovute agli incendi delle foreste, alle eruzioni dei vulcani, alle emissioni da oceani e paludi e all'ossidazione del metano e degli idrocarburi in genere che vengono emessi naturalmente in atmosfera.
La fonte principale di emissione da parte dell'uomo è costituita dall'utilizzo dei combustibili fossili per i motori degli autoveicoli e per le attività industriali (soprattutto impianti siderurgici e raffinerie di petrolio).
Nelle auto, a seconda del regime di marcia, la concentrazione usuale che si riscontra nei gas di scarico varia fra il 3,5 e il 10%. Le concentrazioni più elevate nei gas di scarico si riscontrano quando il motore funziona al minimo, a regimi più elevati la produzione di CO è nettamente minore.
Per questo motivo nelle zone urbane dove il traffico procede a rilento e dove le fermate ai semafori sono frequenti, la concentrazione del CO può raggiungere punte particolarmente elevate. I motori Diesel, funzionando con maggiori quantità di aria, garantiscono una combustione più completa ed emettono minori quantità di CO rispetto ai motori a benzina (in compenso emettono più particolato).
Negli ultimi anni la quantità di CO emessa dagli scarichi degli autoveicoli è diminuita per il miglioramento dell'efficienza dei motori, per il controllo obbligatorio delle emissioni e per il crescente utilizzo delle marmitte catalitiche.
L'ozono è un gas tossico di colore bluastro, costituito da molecole instabili formate da tre atomi di ossigeno (O3).
L'ozono è presente per più del 90% nella stratosfera (la fascia dell'atmosfera che va dai 10 ai 50 Km di altezza), dove viene prodotto dall'ossigeno molecolare per azione dei raggi ultravioletti solari. In tale zona dell'atmosfera, costituisce una fascia protettiva nei confronti delle radiazioni UV generate dal sole.
L'ozono a livello terreno è invece uno dei costituenti primari dello smog, risultando uno dei problemi più persistenti nelle aree urbane, specialmente d'estate.
L'ozono non è riversato direttamente nell'atmosfera ma si forma per reazione dei VOC (composti volatili industriali, solventi) e dei NOx in presenza di caldo e luce solare forte. Si può quindi affermare che le principali sorgenti antropogeniche risultano essere quelle che liberano gli inquinanti precursori e cioè il traffico automobilistico, i processi di combustione, l'evaporazione dei carburanti, i solventi, ecc.
Gli effetti sull'uomo di una eccessiva esposizione all'ozono riguardano essenzialmente l'apparato respiratorio e gli occhi. La capacità di spostarsi con le masse d'aria anche a diversi chilometri dalla fonte, comporta la presenza di concentrazioni elevate a grandi distanze creando problemi anche alla componente vegetale dell'ecosistema.
Ozono troposferico
L'ozono presente nella troposfera (lo strato atmosferico compreso fra il livello del mare e i 10 km di quota), ed in particolare nelle immediate vicinanze della superficie terrestre è un componente dello smog fotochimico che si origina soprattutto nei mesi estivi in concomitanza di un intenso irraggiamento solare e di un'elevata temperatura. L'ozono nella bassa troposfera è un inquinante nocivo per la salute dell'uomo e per l'integrità degli ecosistemi agricoli e forestali. La normativa europea ha stabilito soglie per le concentrazioni di ozono sempre più severe per la garanzia della qualità dell'aria.
Insieme di particelle solide o liquide, di dimensioni ridotte tali da poter rimanere in sospensione, per lungo tempo, nell'aria o nell'acqua. Il particolato può avere origine da trasformazioni chimiche di inquinanti primari (SO2 , NO2) che portano alla formazione di particelle di nitrati o solfati.
Piano di risanamento della qualità dell'aria
Strumento di pianificazione che definisce le politiche e i criteri di risanamento della qualità dell'aria (Aria, livelli di qualità dell.) nelle zone urbane e industriali.
PM10. Materiale particolato solido fine
PM (sta per "Particulate Matter") è il termine generale usato per un mix di particelle solide e liquide che si trovano in sospensione nell'aria.
Si tratta di polveri aventi diametro inferiore a 10 milionesimi di metro (10 micrometri - µm - di diametro, lo spessore di un capello è circa 100 micrometri); sono dette anche polveri inalabili per la loro capacità di penetrare nel tratto superiore dell'apparato respiratorio.
L'esposizione alle particelle è associata ad aggravamento delle condizioni respiratorie, come per esempio l'asma. Le fasce di popolazione più sensibile, quali gli anziani, appaiono maggiormente esposte a questi sintomi, nonché a patologie cardiopolmonari e asma.
Tali particelle, a causa delle loro piccole dimensioni, restano sospese in atmosfera per tempi più o meno lunghi.
Le fonti antropiche sono riconducibili principalmente ai processi di combustione quali: emissioni da traffico veicolare, utilizzo di combustibili (carbone, oli, legno, rifiuti, rifiuti agricoli), emissioni industriali (cementifici, fonderie, miniere). Le fonti naturali invece sono sostanzialmente: aerosol marino, suolo risollevato e trasportato dal vento, aerosol biogenico (pollini, spore, residui vegetali e resti di insetti), incendi boschivi, emissioni vulcaniche ecc.
Le PM sono tra le maggiori cause di diminuzione della visibilità serale nelle città italiane, nonché causa di danni a monumenti e materiali edili da costruzione.
In chimica si usa spesso indicare le concentrazioni molto basse di gas o di sostanze disciolte con il numero di molecole (parti) della sostanza in esame che si potrebbero trovare se si contassero 1 milione di molecole di miscela gassosa o di soluzione. La concentrazione di 100 ppm per esempio corrisponde alla probabilità di trovare una molecola ogni diecimila molecole di soluzione/miscela.
Il picco petrolifero è il momento in cui la produzione petrolifera raggiunge il suo massimo, per poi tendere a ridursi progressivamente. Durante questa discesa nella produzione, i prezzi della risorsa tendono a crescere per effetto della scarsità. Il picco è il momento in cui l'estrazione di petrolio raggiunge il suo valore massimo. Successivamente al picco, il ritmo a cui il petrolio viene estratto inizia a decrescere progressivamente, fino ad arrivare a zero.
La teoria del "Picco petrolifero" di Hubbert, geologo americano M.King Hubbert che nel 1956 creò il modello matematico sullo stato delle riserve americane, descrive l'andamento del tasso di produzione del greggio nel lungo periodo. Nel suo studio previde il picco petrolifero americano entro la fine degli anni '70 e quello mondiale intorno al 2000. A seconda dell'evoluzione delle condizioni di mercato questo massimo potrà essere più o meno esteso nel tempo, o anche articolarsi in due picchi successivi, ma è inevitabile che da un certo punto in poi il ritmo di estrazione inizi a decrescere in maniera irreversibile. E' quanto, ad esempio, sta accadendo con la produzione di petrolio nel Mare del Nord, che ha raggiunto il picco nell'anno 2000. Va notato che il declino dell'offerta che segue il picco non ha necessariamente la velocità della crescita che l'ha preceduto. Secondo alcuni studiosi infatti il declino verso lo zero potrebbe essere molto più rapido della crescita verso il picco.
Si applica in tutte quelle circostanze caratterizzate da un alto grado di incertezza scientifica sulla natura ed entità del rischio per la salute, ma che richiedono comunque un intervento di carattere cautelativo per fini preventivi. In Europa compare per la prima volta nel 1992 nel Trattato sull'Unione Europea di Maastricht. Da allora è entrato a far parte della giurisprudenza dell'UE. Il principio di precauzione è stato applicato ad esempio nel caso degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), nel caso della Encefalopatia Bovina (Bovine Serum Encephalytis: BSE), del bando degli ormoni dalla carne e dei fluorocarburi (CFC) per limitare la riduzione dello strato di ozono nell'atmosfera.
Raccolta differenziata dei rifiuti
Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima (D. lgs. 152/2006).
Computer, telefono, cellulare, fax, stampante, impianto hi-fi, videogame, radio, per citare i più diffusi, possono essere riciclati. Questi rifiuti vengono smontati e separati in differenti parti, secondo il grado di pericolosità, dato dalla presenza di mercurio, cadmio, piombo, cromo (esavalente). Il secondo passaggio è la loro consegna ad aziende specializzate nel recupero.
Salute umana e cambiamenti climatici
Le conseguenze sulla salute dell'uomo dei cambiamenti il_protocollo_di_Kyototici sono di difficile previsione,numerosi sono infatti i fattori che interagiscono fra loro. Molti studiosi tuttavia ritengono che il riscaldamento terrestre ed il conseguente cambiamento climatico possano produrre effetti indiretti sulla salute dell'uomo. Prevedono infatti un aumento della diffusione di malattie infettive (malaria, tenia, febbre gialla, encefaliti virali) trasmesse da microrganismi, insetti che avrebbero una maggiore distribuzione geografica. La malaria ad esempio potrebbe diffondersi anche nelle zone temperate del pianeta, e malattie trasmesse per contagio, come il colera e la salmonellosi potrebbero diffondersi maggiormente, a causa delle temperature elevate e frequenti piogge alluvionali.
Modello dell'ambiente naturale ed antropico, nonché dell'assetto socioeconomico del territorio in cui dovrà inserirsi un progetto, configurato in presenza e in assenza dell'opera stessa.
Serbatoi (o “pozzi”) di assorbimento del carbonio
Elementi dell'ambiente naturale (ad es. le foreste) suscettibili di assorbire anidride carbonica dall'atmosfera nel corso del suo ciclo di vita e di rilasciare gas serra al termine, a causa del processo di decomposizione o dell'utilizzo che ne viene fatto (combustione). Ricerche empiriche stanno cercando di valutare le modalità più corrette per valutare l'apporto fornito (in diminuzione) da tali elementi alle emissioni totali prodotte da un paese.
Secondo la definizione del D.Lgs. n. 22 del 5.2.97, è l'operazione che costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti e deve essere effettuata in condizioni di sicurezza, condotta cioè senza pericolo per la salute umana e senza usare procedimenti o metodi che possano arrecare danno all'ambiente. In questo decreto viene sancita la differenza tra il modello tradizionale di smaltimento, inteso come attività che "libera" dai rifiuti, e un nuovo modello in cui il rifiuto diviene elemento costitutivo della risorsa e quindi riduce ad una fase residuale il momento dell'eliminazione finale.
Smaltimanto (impianto di)
Impianto per smaltire i rifiuti nel terreno, con caratteristiche tecniche e costruttive dipendenti dalla tipologia di rifiuti che accoglie e prescritte dalla legge. Quella di 1° categoria viene progettata per smaltire i rifiuti urbani, quella di 2° categoria per i rifiuti speciali provenienti dalle attività industriali, commerciali ed agricole, quella di 3° categoria per rifiuti pericolosi, dopo opportuno trattamento. La previsione di impianti di smaltimento è normalmente indicata nel “Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti” (D.C.R. n. 436-11546 del 30/7/97) e nei Programmi Provinciali che ne derivano.
I criteri per l'individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e per l'individuazione di quelli adatti, vanno ricercati non solo nei Piani e Programmi di Gestione dei Rifiuti (strumenti programmatori di settore), ma anche nel Piano Territoriale Regionale, nel Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino, nei Piani Territoriali Provinciali (strumenti che si occupano più in generale della gestione territoriale ).
Livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata e raggiunto il quale gli Stati membri devono immediatamente intervenire a norma della Direttiva 96/62/CE.
Fonte da cui ha origine l'emissione della sostanza inquinante. Può essere naturale (acque, sole, foreste) o antropica (infrastrutture e servizi). A seconda della quantità di inquinante emessa e delle modalità di emissione una sorgente può essere puntuale, diffusa, lineare. È puntuale quando è possibile individuare e caratterizzare singolarmente le fonti di emissione e localizzarle sul territorio, come nel caso di stabilimenti industriali e grandi impianti di riscaldamento. È diffusa quando le sorgenti di emissione non possono essere individuate singolarmente a causa della loro ampia distribuzione sul territorio, come nel caso delle emissioni derivanti dall'uso di impianti domestici, dal settore terziario, dall'agricoltura. È lineare quando le emissioni vengono rilasciate in maniera continua e non in un unico punto, come nel caso di strade, autostrade, ferrovie.
Stazione di monitoraggio
Postazione dotata di strumentazione per la rilevazione delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera.
Nel 2001 l'IPCC ha pubblicato il suo 3° rapporto: un documento estremamente dettagliato ed accurato in cui si evidenzia come il contributo delle attività umane all'incremento della CO2 in atmosfera, principale gas serra responsabile del cambiamento il_protocollo_di_Kyototico, sia realmente significativo e questo proprio a causa del massiccio impiego dei combustibili fossili (petrolio, carbone e gas).
Troposfera
Parte di atmosfera che inizia dalla superficie terrestre e si estende fino a 14.500 metri di altezza. Costituisce la prima fascia in cui si divide l'atmosfera. In essa sono emesse le sostanze inquinanti che derivano dalle attività umane e avvengono quasi tutti i fenomeni meteorologici. E' la parte più vicina alla superficie terrestre e, di conseguenza, quella che conosciamo tutti direttamente in quanto si estende in media 10 km al di sopra di noi.
Livello fissato con l'obiettivo di evitare a lungo termine effetti nocivi sulla salute umana e/o sull'ambiente nel suo complesso, da conseguirsi entro un dato periodo di tempo.
Livello di concentrazione massima di un determinato composto nelle varie matrici (suolo, acqua, aria,alimenti, ecc.) fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e/o sull'ambiente nel suo complesso, che dovrà essere raggiunto entro un dato termine e in seguito non superato.
Ad esempio il D.M. 2 aprile 2002, n. 60 indica i valori limite di vari inquinanti atmosferici (biossido di azoto, ossidi di azoto, piombo, benzene, ecc.).
Wind farm
Macchine in cluster (insieme di più aerogeneratori disposti variamente sul territorio, in genere collegati alla rete di potenza o ad una rete locale integrati da sistemi diesel). La loro impiantistica delle wind farm è complessa; ciò è dovuto essenzialmente all'esigenza di che una macchina diventi ostacolo alla captazione del vento per le altre. Qualunque sia la disposizione delle macchine, il fine è sempre quello di raggiungere la combinazione ottimale tra due fattori base: l'intralcio reciproco nell'intercettamento del vento e l'occupazione del suolo. Entrambe queste esigenze devono essere minimizzate, ma evidentemente entrano in conflitto tra loro.
Zona
Parte del territorio nazionale delimitata ai fini del decreto (d.lgs 351/99) in materia di valutazione e gestione della qualità dell'aria.
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Fonti
glossario ARPA Piemonte www.arpa.piemonte.it
glossario ENI www.ambiente.eni.it/italiano
glossario ARPAV www.arpa.veneto.it/glossario
sito UE: http://europa.eu